lunedì 10 novembre 2008

Kathmandu

eccomi in Nepal.
ancora spaesato e stanco per il lungo viaggio prima in treno da Calcutta fino al confine di Birganj
e poi in bus dal border a Kathmandu.
purtroppo il Bihar come l' Andra Pradesh l'ho visto solo dal finestrino ma come mi sono presto accorto tre mesi non sono niente per vedere l'India e ho dovuto per forza scegliere dei posti da vedere e altri no.

all'inizio volevo spezzare il viaggio a meta' fermandomi a dormire e riposare al confine ma Birganj era talmente un posto assurdo che ho deciso di farmi spingere sul primo bus diretto alla capitale del Nepal.
qua che dire, prima di tutto fa freschino e la sera e' da felpetta, siamo a 1300 metri, e poi a colpo d'occhio e' veramente un altro mondo rispetto all'India, diversa la gente, dai lineamenti asiatici, ma soprattutto diverso il paesaggio.
gia dal bus ho potuto vedere il primo settemila, il Langtang, che svettava molti chilometri dietro alle colline con le sue nevi perenni.
mi sono venuti un po'i brividi.

comunque la prima cosa che devo fare domani mattina e'andare all'ambasciata indiana e richiedere il visto per potere entrare di nuovo in India, ci vorra'una settimana cosi' intanto esploro bene la citta'e i paesi intorno della valle che devono essere altamente spettacolari.

a Calcutta ho passato dei giorni decisamente piacevoli girovagando per la citta' a piedi e in metro'
e conoscendo alcuni ragazzi che erano in vacanza da un lungo periodo di volontariato nel Bihar.
non mi e'sembrato quel delirio che tutti quelli che ho incontrato mi avevano descritto, forse anche perche'quasi due mesi di India mi hanno fatto un po' il pelo.
certo, e'una metropli impressionante, di 15 milioni di abitanti e come tutte le metropoli asiatiche c'e' una grande parte di abitanti che vive al limite della fame in condizioni piu'che precarie.
questi sono soprattutto i contadini che lasciano le campagne del West Bengal dell'Orissa e del Bihar per cercare fortuna nella citta' ma poi si trovano sul marciapiede a dormire.
ma il centro della citta' mi e'sembrato molto moderno e con una voglia di apparire il piu'occidentale possibile.
tante coppiette di giovani in jeans mano nella mano, cosa che nella piu' conservatrice ( e piu' mostrusa incasinata e assurda) Bombay e'difficile da vedere.
uno dei motivi principali del mio viaggio era quello di andare alla Casa madre delle Missionarie della Carita' per rendere omaggio alla tomba di quella donnina cosi' piccola e minuta ma cosi' straordinaria che e'stata Madre Teresa.
e' stato un momento molto commovente. la sua tomba e' molto semplice, un blocco di marmo bianco con una scritta una collana di fiori e una candela accesa.

1 commento:

Avanguardia ha detto...

Ciao Pablo! Continua ad aggiornare!! Emi.