lunedì 3 novembre 2008

Puri

da Chennai ho fatto un lunghissimo viaggio in treno e ho praticamente saltato tutto l'Andra Pradesh e proseguendo sulla costa sono arrivato a Bhubaneswar, la capitale dell'Orissa.
sono arrivato talmente stanco che mi sono affidato al primo guidatore di ciclorickshaw che ho trovato alla stazione e gli ho detto 'portami nel primo albergo che al massimo costi 300 rupie e non troppo lontano da qui, ok?'.
cosi ' il tipo pedalava e quando e' sceso perche' c' era un po' di salita e ha dovuto spingere a braccia mi sono vergognato come un ladro, lui intanto mi diceva fiero che erano quarantadue anni che si faceva il culo in quel modo li.
alla fine delle 20 rupie che mi ha chiesto (naturalmente previo accordo iniziale senno' l'inchiappettata e' la regola) gliene ho date 50 e lui tutto contento mi ha benedetto appoggiandomi la banconota sulla testa facendomi sentire stronzo due volte in dieci minuti.

e' piu' forte di me e ogni volta cerco di evitare i rickshaw a pedali ma devo pensare che quello e' il loro lavoro che svolgono dignitosamente e sono gia' molto fortunati a poterlo fare e se non pedalano non portano a casa i soldi per comprare il riso e mantenere la famiglia.
e poi onestamente mi sembrano piu'contenti e meno frustrati di molta gente che da noi si mette
la camicia e va a farsi otto ore in ufficio.

a Chennai non e' succeso niente di particolarmente interessante tranne che ho parlato per almeno venti minuti con una tipa e poi le ho chiesto di dove fosse e lei mica mi dice Italia?
scusa e allora parliamo in italiano che facciamo prima no?
comunque colpa sua perche'aveva un accento inglese impeccabile, pensavo fosse madrelingua.
sicuramente lei pensava che fossi spagnolo o francese che quando parlano in inglese assomigliano parecchio agli italiani perche' naturalmente la mia pronuncia non e' altrettanto precisa.

questa ragazza era una studiosa di sanscrito che lavora all' universita' di Chennai traducendo dei testi.
il sanscrito e' l'hindi antico, piu' o meno come il latino e l' italiano, e secondo me deve essere qualcosa di veramente difficile da imparare.

da Bhubaneswar il giorno dopo sono venuto a Puri.
Puri e' una cittadina sul golfo del Bengala, con una bella spiaggia se non fosse che il mio albergo e' vicino a quella baraccopoli che chiamano fishermen village e i suoi abitanti praticano quello sport abbastanza diffuso sulle zone costiere dell' India che e' il 'beach shitting'.
inoltre qui sembrano essere i campioni.
comunque e' un posto affascinante e una delle quattro citta' piu' sacre per i pellegrini hindu che arrivano a frotte da ogni parte per visitare il bellissimo tempio di Jagannat Mandir.
e' inoltre un luogo di villeggiatura per i bengalesi, infatti Calcutta e' poche ore piu' a nord ed e' pieno di alberghetti e residenze per turisti indiani.
si respira un' aria abbastanza mistica e rilassata e i ritmi sono mooolto lenti.
inoltre non c'e' quel casino di gente e di traffico che c'era nel Tamil Nadu, e si puo' perfino camminare in strada senza il rischio di essere investiti da un mezzo ogni due minuti.
L'Orissa insieme al Bihar e' uno degli stati piu' poveri di tutta l'India e solo in pochi si possono permettere un motorino o addiritura una macchina.
al di fuori delle citta' la gente vive in capanne senza luce ne' acqua e come se non bastasse questo stato subisce quasi ogni anno delle inondazioni catastrofiche che arrivano puntuali con il monsone.

detto questo e' importante che almeno i turisti occidentali arrivino qua e non si lascino condizionare dal fatto che qualche mese fa degli integralisti hindu hanno bruciato vivi due cristiani perpetrando un conflitto che tra alti e bassi sono anni che va va avanti.
questo e' il messaggio che voleva rivolgere al mondo tramite me ambasciatore un negoziante di souvenir kashmiro che si lamentava per la scarsa affluenza di visi pallidi quest'anno.
io gli ho anche spiegato che in Italia, ma praticamente ovunque, c'e' una crisi economica pazzesca e di soldi ce ne'piu'.
forse e' piu' questo il motivo dei pochi turisti.
lui annuiva guardandomi con sguardo grave e dicendo 'ooooh!!'
ho anche scoperto che a Puri c'e' una piccola comunita' di Hare Krishna fondata da un guru italiano, che ho conosciuto e che in cinque minuti ha tentato di convertirmi al suo pensiero.
era una persona interessante e piena di argomenti, con quell'aria da santone che gli calzava bene, ma che in qualsiasi altra parte del mondo probabilmente sarebbe stata fuori luogo.
17 anni che sta in India senza mai piu' essere tornato in Italia.

ho affittato una moto e sono andato a vedere il famoso Sun temple di Konark.
mi ero promesso di non guidare mai nessun mezzo a motore in India, che si rischia la vita, ma qui e' talmente tranquillo che mi sono fidato, e ho fatto bene.
la strada costiera da Puri a Konark e' una figata assoluta, 40 chilometri attraverso risaie e paesini e ogni tanto mi fermavo a vedere qualcosa o a scattare una foto.
il tempio invece se e' possibile e' qualcosa di ancora piu' fantastico.
rappresenta il carro del dio sole ( Surya ) e alla sua base sono scolpite 24 ruote che simboleggiano le ore del giorno.
e' scolpito con una finezza e una ricchezza di particolari impressionanti. scene di vita quotidiana e anche alcune scene erotiche.
il giorno dopo ho partecipato a una escursione organizzata, cosa che non faccio mai, ma ne valeva la pena perche ho visto un sacco di cose spendendo pochissimo, e da solo non sarei mai riuscito a fare tutto in un giorno.
sul bus erano cinquanta indiani casinisti allegramente in gita e un italiano un po' spaesato.
ho conosciuto un ragazzino che mi ha fatto da interprete, che avevamo anche la guida in hindi, ed e' stata una giornata lunga e intensa ma anche molto interessante.
molto bello il tempio Lingaraj di Bhubaneswar, con quell' architettura tipica dei templi dell'Orissa che e' cosi' unica e originale.
per il resto giretti in bicicletta, spiaggia, tante chiacchere con altri turisti e con gente locale, il proprietario del mio albergo che mi cazzia puntualmente perche' non mangio mai nel suo ristorante, la venditrice di banane ambulante che da quando sa che sono italiano appena mi vede si mette a urlare 'ciao bella banana!!' e io che puntualmente rido di bestia e la visita alla missione di Ramakrishna, il padre dei grandi pensatori indiani, il maestro di Vivekananda.
ho anche acquistato nella biblioteca dell'ashram un libro a fumetti molto bello con la storia del guru filosofo che era talmente avanti da predicare gia' nell' '800 che la religione e' una sola e Dio lo dobbiamo cercare dentro di noi volendoci bene e facendo del bene.
insomma quello che nel 2000 pensano quasi tutti quelli che non vanno in chiesa ma che non dicono di essere atei. one love.

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