se non altro per la lunghezza. alla fine non sono state venti ore ma diciannove, in classe sleeper, che detto cosi'non sembra neanche male ma che poi sarebbe l'ultima, quella che usano gli indiani piu'poveri, quella senza aria condizionata che tanto non serve ma in compenso con tutti i ventilatori accesi che facevano un casino terribile.
quella con i letti a castello a tre di panche dure in finta fodera, naturalmente senza cuscino e lenzuola e senza nessuna divisione tra gli scompartimenti.
io ero l'unico turista sulla carrozza, ma credo anche su tutto il treno visto che non ho visto scendere o salire nessuno che non fosse indiano.
bene, almeno qualcuno con cui parlare. dopo cinque minuti capisco che quella e'l'unica frase in inglese che sa. allora per socializzare ulteriormente pensa bene di chiedermelo quattro volte a intervalli regolari di mezzora.
io provo a girare l'argomento ma ad ogni mia domanda che scandisco piano per farmi capire meglio mi risponde con sguardo ebete e mi dice yes yes yes.
in compenso e'ben provvista di cibarie, nella fattispecie dolci che non stenta ad offrire.
la regola n.1 e'mai accettare cibo da sconosciuti soprattutto in India, soprattutto in treno.
io naturalmente accetto visto che lo fanno anche gli altri seduti vicino a me.
o questa signora ci vuole tutti col cagotto oppure e'solamente molto gentile.
la seconda e'quella giusta, erano pure molto buoni, yes yes!
a Mangalore mi fermero'un paio di giorni, giusto per riprendermi dal treno.
anzi dopo vado gia'a prenotare il bus notturno per Cochin.
mi sembra un centro commerciale enorme questo posto. camminando mi devo fermare a leggere i cartelli che pubblicizzano i negozi, i locali eccetera senno'non faccio in tempo anche perche'e'molto meglio guardare dove metto i piedi che ci sono delle voragini di mezzo metro per terra.
infatti e'pure un cantiere a cielo aperto, stanno ripavimentando le strade del centro e ho gia inzozzato le mie nuove ciabatte indiane di pelle.
c'e'una bella chiesa cattolica, molto grande ma che ho trovato sempre chiusa e parecchie moschee.
c'e' una grande comunita'musulmana a quanto pare.
ho visto molte donne con l'hijab dal quale si intravedono solo gli occhi, quegli occhi neri che risaltano parecchio essendo l'unica parte del corpo scoperta e visibile, con le ciglia lunghissime e un tocco di trucco. alcune di loro incrociando il mio sguardo mi fissavano per un attimo e con il loro corpo dai lineamenti filiformi sotto quella specie di coperta tutta nera che le copre integralmente erano proprio conturbanti, per usare la parola giusta. vabbe'..
l'hotel dove sto e'bello e costa poco.
e'in una stradina adiacente a quella principale senza casino e la mia finestra guarda su un bel giardino pieno di palme da cocco con i frutti in alto che minacciano di cadere da un momento all'altro. adesso che mi viene in mente
l'anno scorso un indiano di goa mi aveva detto che per i contadini due delle cause piu'comuni di morte sono le noci di cocco in testa e il morso del cobra delle risaie...aiuto!!
Nessun commento:
Posta un commento