ora della fine alla terza volta che sono andato all'ambasciata indiana di Kathmandu
un impiegato scazzato al massimo mi ha allungato il passaporto con il mio bel visto appiccicato sopra.
tre mesi entrata singola, come quello che mi hanno dato in Italia.
non importa la durata perche' tanto mi serve solo per rientrare in India ai primi di dicembre e trascorrere le ultime due settimane di viaggio prima di arrivare a Delhi e pigliare l'aereo.
in questa settimana di attesa ho girato tutta Kathmandu e ormai i negozianti vicino alla mia guesthouse mi conoscevano per nome e mi salutavano affettuosamente tutte le trecento volte che passavo davanti alla loro bottega.
la citta'e'molto bella ma il quartiere di Thamel, proprio in mezzo alla parte storica, e'completamente dedicato ai turisti con un sacco di alberghetti, agenzie che organizzano qualsiasi spedizione tipo montagna, rafting, voli panoramici in ultra leggero sull Himalaya e molto altro, trekking shops con vendita e noleggio di tutta l'attrezzatura possibile, librerie bellissime dove ho passato ore a sfogliare volumi fotografici sulle montagne, ristoranti che pretendevano di essere italiani, risoranti tibetani con l'immancabile foto del Dalai Lama appesa alla parete, gente losca che al mio passaggio mi sussurrava 'hash, good nepali grass!!' e tutto il resto che puo' far sentire a suo agio il turista europeo o americano lontano da casa.
naturalmente questa parte di citta' era terribile, ma appena usciti per le minuscole viette della parte storica iniziava la sorpresa vera.
cortili che si aprivano improvvisamente dove all'interno sembrava di essere in un paesino, con uno stupa in mezzo alla piazza e tutte le case tipiche intorno con le botteghe minuscole di ogni genere a piano terra e tanto altro.
a sud, seguendo questo dedalo di viuzze si apre la maestosa Durbar square, la piazza dei palazzi, con i suoi edifici tipici della cultura Newari, i templi con i tetti sovrapposti e le fini sculture di legno sulle colonne o sotto i tetti.
dalla Durbar square parte la celebre, almeno una volta, Freak street, la strada che gli hippy avevano colonizzato negli anni'60 e '70.
ora appare come una via un po'piu'spaziosa delle altre attorno con qualche guesthouse e ristorante, dove qualche turista nostalgico preferisce restare al posto della piu'inflazionata e chiassosa Thamel.
oltre Kathmandu si apre una valle con tantissimi posti interessanti da visitare.
sono stato allo stupa budhista di Bodhnath, appena fuori citta' in un quartiere piu'tranquillo e silenzioso.
e'probabilmente il piu'grande insediamento tibetano dopo la sede del governo in esilio a Dharamsala, in India.
lo stupa e' davvero enorme e dall 'alto gli occhi buddhisti guardano la piazza circolare che lo ospita in tutte e quattro le direzioni.
bandierine colorate con le preghiere partono dalla cima del tempio e arrivano alla sua base, dove i fedeli ma anche tanta gente comune compie il giro del tempio , sempre in senso orario, facendo girare le ruote con i mantra delle preghiere.
moltissimi monaci in giro, in uscita dai vari monasteri vicini impegnait a fare la spesa o semplicemente a fare una passeggiata.
un 'atmosfera veramente serena che mi ha fatto venire una gran voglia di visitare il Tibet.
ora non e'tanto il momento vista la situazione politica attuale e inoltre il governo cinese rilascia i visti col contagocce.
chissa se riusciro'ad andarci prma o poi..
a piedi da Bodhnath sono arrivato in mezzora al tempio hindu shivita di Pashupatinath.
famoso perche'ogni giorno a rotazione avvengono delle cremazioni e molto riconosciuto tanto che i fedeli vi arrivano da ogni parte dell'India, anche per aspettare di morire, come nella citta' sacra di Varanasi.
ora sono qui a Pokhara, dove innanztutto fa caldino e non si gela come a Kathmandu e poi posso vedere le montagne veramente da vicino.
dalla mia finestra ho assistito al tramonto sul gruppo dell'Annapurna, tutte cime che superano i settemila.
ma il bello deve ancora venire.
domani mattina parto per un trek che se tuttto va bene mi portera' fino al campobase dell'Annapurna, in un anfiteatro di cime tutto attorno, a piu' di quattromila metri di quota.
naturalmente ho affittato tutta l'attrezzatura come saccoapelo pesante giacca e bacchette per camminare.
partenza domattina alle sette.
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1 commento:
ciao Pablo! scusa ,è un po' di tempo che non mi faccio più sentire,ma qui ho troppe cose da fare e la giornata non è mai abbastanza!ma sai che mi piace il tuo modo di scrivere,dovresti pensare a scrivere seriamente secondo me...credo anch'io che il Nepal sia davvero attraente,ma come dici tu non è il momento...però se trovi un filo di bandierine con le preghiere me lo porti vero?un abbraccio e aggiorna che noi siamo i tuoi fan e attendiamo notizie! cmq è un peccato che tu ,un po' anche per me,non ti possa fermare di più...chissa che shock tornare a casa dopo tre mesi di vita indiana...difficile da immaginare...un po' anche per me che son ststa in una città simile a casa,figuriamoci per te! comunque c'è chi dice che si può passare la vita aspettando di partire per il viaggio successivo quindi...goditi la tua vita indiana e a presto... ciao baci
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