lunedì 27 ottobre 2008
Mamallapuram
e poi oggi e' festa grande in tutta l' India, il Diwali, la festa delle luci.
e' una festa religiosa ma soprattutto per i piu' piccoli e' come il nostro capodanno, sono tre giorni che dalla mattina alla sera ci sono botti razzi ed esplosioni dappertutto e oltre che alle cacche delle vacche mo' camminando per la strada bisogna stare attenti che un petardo non ti scoppi tra i piedi.
questo paesino mi e'piaciuto subito, a due ore da Chennai, quindi abbastanza frequentato anche dai turisti indiani, e' una piacevole localita'sul mare, tranquilla e rilassata.
c'e' un bel tempio sulla spiaggia, lo Shore temple dichiarato patrimonio dell'umanita dall'Unesco e sculture rupestri ovunque, soprattutto nei massi sulle colline alle spalle del paese.
molto interessanti sono i Five Rathas, i cinque carri, ricavati scolpendo per ognuno un solo blocco di pietra enorme ed impressionanti proprio per questo.
se si considera il lavoro che c'e' voluto per realizzare queste opere non si puo' che rimanere a bocca aperta. vicino a un carro c'e' anche un elefante scolpito a grandezza naturale che si ritiene uno dei migliori manufatti di questo tipo di tutta l'India.
anche adesso si sente il rumore degli scalpelli risuonare ovunque, in ogni stradina c'e'piu'di una bottega dove abili artigiani portano avanti questa antica tradizione dall'epoca dei loro predecessori Pallava.
le sculture di Mamallapuram sono molto famose e ricercate e vengono esportate addirittura in tutto il mondo.
e'pieno di negozietti e di venditori insistenti che mi chiamano a vedere le loro opere ' just looking, is for free', ma se poi compro anche sono piu'contenti.
per il resto tra un chay e l'altro ho girato a piedi un po' dappertutto e ho fatto qualche passeggiata sulla spiaggia.
mi sono fatto spiegare i disastri che ha fatto lo tsunami da un ragazzo che quella mattina del 26 dicembre alle 8:45 era proprio in acqua a fare il bagno.
impressionante.
ha detto che a un certo punto il mare che era liscio come uno specchio ha iniziato a incresparsi e poi a diventare mosso. il cielo era blu e non c'era un alito di vento.
poi abbastanza velocemente, a vista d'occhio si e'ritirato di un chilometro scoprendo il fondo marino, barche affondate, conchiglie enormi cose che nessuno aveva mai visto.
mi ha detto che tutti sapevano gia'che si trattava di un onda anomala, non era la prima volta e l'allarme di scappare lontano dal mare e' stato dato velocemente e tutti hanno abbandonato il paese.
purtroppo nonostante questo una donna e un bambino sono morti e l'onda tornando avanti piu' incazzata che mai ha distrutto le capanne dei pescatori e trascinato via le loro barche.
per una settimana il paese, che praticamente si trova al livello del mare e' stato allagato di fango e detriti, poi piano piano si e' ritirato e hanno iniziato a ricostruire tutto quello che era andato perso e a fare la conta dei danni.
questo se si pensa che qui in effetti l'onda non ha colpito con la sua massima potenza, come ad esempio in Indonesia o in Sri lanka e'spaventoso.
lunedì 20 ottobre 2008
Tiruvannamalai
il tempio della citta' e'dedicato ad Arunachalesvar, un'espressione di Shiva legata al fuoco e al suo sacro lingam (il pisello) .
e'uno dei piu'grandi dell'India (il tempio) .
ha nove gopuram finemente scolpiti ma lasciati bianchi. sono potuto entrare anche nel cuore del tempio, mi sono messo in coda insieme ai fedeli che rendevano omaggio al loro dio e quando e' toccato a me sono entrato in una saletta con i muri di roccia spessi e levigati, che trasudavano.
un odore d'incenso dolcissimo ma troppo forte e un caldo insopportabile.
sembrava quasi di essere in una sauna.
istantaneamente ho bagnato la maglietta di sudore e mi e' venuta la nausea e mentre pensavo 'ok sono entrato, sono riuscito, ho visto e adesso esco' il bramhino mi ha fermato e ha chiesto il mio nome, poi quello dei miei familiari.
e mi ha detto di sedermi per terra
stava recitando una puja per me e io intanto mi chiedevo come facesse a non collassare li dentro con quel caldo.
prima di uscire mi sono fatto segnare con l'incenso sulla fronte, cosa che mi hanno chiesto quasi in ogni tempio ed ho sempre rifiutato, ma li non so perche' ci stava.
e' stata una bella sensazione partecipare cosi' attivamente al rito di un altra religione.
...un'altra cosa importante e' che la religione hindu non si puo' adottare come propria se non si e' nati da genitori hindu.
fuori dal tempio tantissimi sadhu che chiedono la carita' e qualche rupia per farsi fotografare.
in effetti sono molto pittoreschi..fanno molto India.
ma la loro e'una missione seria e importante. questi strani personaggi hanno abbandonato tutte le comodita' e i beni materiali per darsi a una completa vita ascetica e di contemplazione alla ricerca di se stessi attraverso la religione e la meditazione.
girano tutti i luoghi piu' sacri dell'India, da Tirunnavamalai a Varanasi, da Tirupathi a Rishikesh solo con i vestiti che hanno addosso un bastone e poche altre cose in un sacco. vivono di elemosina e mangiano il cibo che gli viene offerto.
a loro non e' neanche proibito fumare hascish, sono l'unica eccezione. lo fanno per 'scopi spirituali'.
uno di loro, sri Ramana Maharishi ha meditato in silenzio sulla collina di Tirunnavamalai per piu' di vent'anni, in una grotta, dopodiche' e' sceso e con i suoi seguaci ha fondato un ashram.
questo e' un guru molto importante e rispettato anche in tutto il resto dell'India. ha lasciato il suo corpo ( come amano definire la morte gli asceti ) nel 1950.
un ashram e' una comunita' spirituale fondata sul pensiero di un guru che di solito e' anche il fondatore dell'ashram stesso.
in alcuni e' vietata la permanenza agli stranieri ma in altri sono ben accetti per compiere il percorso spirituale o meditativo che l'ashram si pone.
ogni ashram ha dei progammi e delle regole diverse ma il filo comune e' sempre la meditazione e il clima spirituale e un po new age che vi si respira una volta entrati.
il piu' famoso e' quello di sai Baba, quell'ometto coi capelli afro e la tunica arancione che ha tanti seguaci anche in occidente.
c' e' anche quello di Osho a Pune, dove il sesso e' uno dei dogmi per raggiungere la felicita'e la pace interiore.
quest' ultimo molto frequentato dagli occidentali (chissa'perche'..) .
a Rishikesh nel nord dell'India ci sono molti ashram fondati sulla pratica dello yoga.
oggi ho visitato l'ashram di Tiruvannamalai.
e' composto da alcune sale per la meditazione ,da una mensa ,dalle camere degli ospiti e dalle stanze che sri Ramana frequentava egli stesso quando era in vita e dove teneva delle lezioni e dei discorsi ai suoi seguaci.
un posto pieno di pace tranquillo e piacevole.
ho letto il programma del giorno. sveglia alle sei, meditazione, puja, pranzo (naturalmente vegetariano e frugale, tipo riso e dhal) ancora meditazione e ancora puja.
in mezzo a queste attivita' un po' di tempo libero per meditare da soli nella stanza comune. si dorme tutti insieme per terra su delle stuoie.
alcuni occidentali che ho incontrato facevano un periodo di permanenza in questi posti (a Tiru ce n'e' piu'di uno) .
quelli che ho visto erano vestiti 'come degli indiani', le donne con dei sari e gli uomini con pantaloni larghi e colorati e delle camicie abbondanti, con una borsa a tracolla (mai visto un uomo indiano andare in giro vestito cosi!!!) e avevano delle facce abbastanza svanite.
ma quello che non capisco e' come ci si fa ad affidare a un guru (il piu'delle volte sedicente) che si permette di voler insegnare ai suoi discepoli la via giusta da seguire per capire il Se, per guardare dentro la propria anima e raggiungerre la felicita'.
se si aggiunge anche un bel po' di culto della personalita' poi il gioco e' fatto.
a tanti guru, come a sai Baba non dispiace affatto che la propria immagine giri come un santino e che i suoi fedeli si rivolgano alla sua fotografia per pregare.
questo lo trovo abbastanza sbagliato. boh!
ma poi se ci penso anche molta gente da noi in Italia va in giro col santino di Padre Pio nel portafoglio.
forse molto semplicemente e' piu' facile invocare una persona reale, di cui si e'certi della presenza, anche se passata, anziche' alzare gli occhi al cielo e pregare un entita' superiore e invisibile di cui tante volte se ne dubita anche l'esistenza.
non per niente la fede, in qualsiasi religione, e' un mistero, ma anche un grande dono.
comunque questo non toglie nessun valore ai grandi pensatori di una civilta' che e'cosi' lontana dalla nostra e che prima di tutti hanno capito e diffuso il valore della pace e della comunione tra gli uomini, di qualsiasi razza e religione essi siano.
questo credo che deve essere universalmente accettato ma soprattutto compreso e messo in pratica.
per il resto prima di arrivare a Tiruvannamalai mi sono fermato a Tanjavhor, dove ho visto il tempio a mio avviso piu' bello di tutto il Tamil Nadu, il Brihadishvara, detto Big temple.
ho avuto anche una notte e un giorno di mal di pancia e diarrea pesante.
i succhi freschi del juice stall vicino al mio hotel mi hanno salvato la vita, riuscivo a nutrirmi solo di quelli.
a Chidambaram c'e' invece il Nataraja temple, il tempio dello Shiva danzante.
sono riuscito a vedere l'originale di sfuggita in mezzo alla calca che mi spingeva e che reclamava spazio per poter guardare dentro quella porticina dove solo i bramhini possono stare.
poi nel cortile del tempio ho parlato con o di loro, magro ma muscoloso e con gli occhiali piu' spessi, piu' a fondo di bottiglia che avessi mai visto, e coi capelli legati a cipolla sulla testa, come li portano i novizi e gli studenti di sanscrito. un personaggio piuttosto strano ma anche illuminato, che emanava una tranquillita' esagerata
e' stata una bella chiaccherata, abbiamo parlato di religione e mi ha spiegato tante cose interessanti sull'hinduismo.
era una persona serena e sorridente e mi ha trasmesso delle buone sensazioni.
mi ha detto cose che gia' sapevo, anche questo mi ha detto ed era vero.
poi mi ha chiesto un foglio e una penna e mi ha scritto qualche frase messa giu' veloce, in un modo quasi schizzato.
era un po' la conclusione del discorso di prima.
ma ho apprezzato tantissimo quel gesto e mi ha lasciato un bel ricordo davvero.
un posto e' bello se la gente che vi abita e' gentile disponibile e sorridente.
per questo in ogni paese che visito cerco sempre di avere il maggior contatto possibile con la gente del posto, cerco di parlare con loro, di capire come la pensano e per quanto e' possibile cercare di capire il loro punto di vista.
anche se per loro sono un turista di passaggio come tanti altri non mi pongo con quell'aria scettica e superiore con la quale molti trattano i locali.
se non si conosce almeno un po' della cultura e della societa' e non lo si fa parlando con il tipo che ci vende la frutta al mercato, col cameriere che ci porta il conto o al tipo che ci da le indicazioni o con la prima persona che capita, il viaggio...e' stato un viaggio meta'.
quante volte sono stato invitato a bere un te' o a visitare la casa e la famiglia della persona che ho conosciuto per caso? anche se ogni tanto la visita finiva con la richiesta piu' o meno esplicita di soldi per riparare il tetto o per mandare i figli a scuola, ma che importanza ha?
quando la curiosita' finisce allora finisce tutto. non si puo' imparare piu' nulla e questa e' la cosa peggiore che esiste.
martedì 14 ottobre 2008
Tiruchchirappalli ( Trichy )
Tamil Nadu, terra dei tamil e delle' citta con i templi piu' belli dell'India meridionale. questa e' forse la parte piu'culturale e piu' mistica del mio viaggio.
i templi sono vissuti, non sono semplicemete delle rovine o dei monumenti antichi ma all'interno di essi si puo' assistere alle puja che fanno i fedeli hindu offrendo collane di fiori freschi, cesti con banane e cocco e incenso alle loro divinita'.
io sono particolarmente appassionato di templi e di edifici religiosi in generale. mi piace la ricchezza artistica e lo sfarzo delle chiese cattoliche, la semplice maestosita' delle moschee e l'originalita' dei templi e delle pagode buddiste, ma quelli hindu sono sicuramente i piu'curiosi e particolari. i luoghi di culto piu'strani e piu' lontani dalla nostra immaginazione.
forse anche perche' noi occidentali abbiamo talmente impressa una logica monoteistica che vedere il calderone di divinita'hindu e'gia'di per se una cosa che spiazza parecchio.
inoltre per i templi piu' recenti o piccoli la linea che divide l'opera d'arte dalla pacchianata kitsch e' veramente molto sottile. lucine a intermittenza e improbabili statue di plastica colorata. ma e' bello anche per questo.
questi dell'India del sud di ispirazione dravidica sono speciali con la loro geometria di mura concentriche e portali sovrastati da alti gopuram carichi di statue di divinita' per accedervi all'interno.
mi piace tantissimo camminarci dentro a piedi scalzi ,tra le varie salette scure, scoprire un altarino nascosto o una statua di sasso diventata nera e lucida dopo centinaia di anni di incenso e di manate.
l'atmosfera e' molto solenne ma nello stesso tempo allegra, come dire, c'e' tantissimo rispetto e venerazione ma manca quell'aria di punizione e austerita' che si respira nelle nostre chiese.
mi sono fermato a madurai un paio di giorni per visitare lo sri Meenakshi temple ma purtroppo i gopuram erano coperti perche' in fase di restauro e cosi' mi sono perso gran parte della bellezza per cui questo tempio e'cosi famoso.
all'interno era affollato di fedeli ma per i non hindu come nella maggior parte delle volte era proibito entrare nel cuore vero e proprio della struttura dove e' conseravata la statua della dea Meenakshi.
comunque la visita mi ha portato via mezza giornata senza che me ne accorgessi. come quando entro in una libreria e comincio a sfogliare i libri e poi esco e sono passate due ore..ma come?
mi ha portato al mercato all'aperto dei fiori, bellissimo anche perche' aveva appena smesso di piovere e i fiori erano ammucchiati ovunque e divisi per colore dentro dei sacchi.
le stradine tra un bancone e l'altro dove erano esposti erano di terra battuta che si era trasformata in dieci centimetri di palta e fango, ma in quel momento filtravano dei raggi di sole che illuminavano i fiori colorati e coperti di gocce d'acqua effetto rugiada.
il contrasto tra lo sporco che era ovunque e la pura bellezza dei fiori, perche' poche cose in natura sono piu'belle e sfuggenti di un fiore fresco, era quasi insostenibile.
un uomo con i piedi nudi nel fango e vestito di stracci con un cesto enorme pieno di gelsomini bianchi e profumati.
sono stato a visitare anche il museo di Gandhi. molto bello.
testimonianza di cio'che gli indiani hanno fatto per due secoli ma soprattutto con la non violenza per ottenere l'indipendenza dagli inglesi.
c'erano tante foto e manoscritti originali del mahatma e anche il dothi che indossava quando fu assassinato. ancora sporco di sangue
ora sono a Trichy ma conto di restarci ancora un giorno perche' non mi piace tanto come posto e poi ho gia'visitato i due templi principali.
il Rock fort temple si trova sulla cima di una roccia enorme nel centro della citta' e per salirci bisogna fare piu'di quattrocento gradini, ma la vista poi ripaga alla grande lo sforzo fatto.
si vede dall'alto tutta la citta'di case bianche e azzurre col tetto piatto e ogni tanto qualche gopuram di un tempio che svetta dal verde in lontananza.
per vedere lo sri Rangam temple che si trova fuori citta'ho preso un bus locale dalla stazione vicina a mio albergo e dopo mezzora ci sono arrivato.
uno dei templi piu' grandi di tutta l'India e dedicato a Vishnu.
tra le migliaia di divinita' che la religione hindu riconosce e venera le tre piu'imporatanti sono Bramha il creatore, Vishnu il conservatore e Shiva il distruttore.
questa e' la Trimurti.
percio' se in un tempio Hindu c'e' un mandapam (sala coperta che di solito presenta delle colonne scolpite) con un toro significa che e'dedicato a Shiva.
Ganesh, figlio di Shiva, il dio con la testa d'elefante e con una zanna spezzata ( che ha usato per scrivere uno degli antichi poemi epici hindu e che mi sta simpatico perche' porta fortuna e aiuta a rimuovere gli ostacoli ) si muove con un topo, mentre il veicolo di Vishnu e' un' aquila. Hanuman e' il dio mezzo uomo e mezzo scimmia.
la bella e sensuale Parvati e' la moglie di Shiva, Lakshmi quella di Vishnu'.
tutte queste divinita' possono apparire con la loro immagine usuale o reincarnarsi in altre forme piu' o meno buone o malvagie.
per esempio lo Shiva danzante in mezzo a un cerchio di fuoco si chiama Nataraja.
cmq il tempio di Trichy e' formato da sette cerchie murarie ognuna con un gopuram al portale di accesso, ma l'ultima cerchia, quella al centro che custodisce la statua sacra e sormontata da una cupola d'oro e' inaccessibile agli stranieri.
una 'guida' mi ha chiesto 10 rupie e mi ha portato attraverso una scaletta interna al tetto, dal quale si poteva ammirare una bellissima vista del tempio.
peccato che il cielo era carico di nuvoloni infatti la stagione dei monsoni in Tamil Nadu si protrae fino alla fine di novembre.
niente di male, si tratta di qulche spruzzo di pioggia che rinfresca e non nuoce e il cielo coperto mantiene la temperatura di qualche grado piu' bassa.
venerdì 10 ottobre 2008
Kanyakumari ( Cape Comorin )
basta prendere la cartina dell'India e andare giu' fino in fondo, a sud fin che si puo' dove le acque del mare arabico e del mare del bengala si fondono con l'oceano indiano.
e'un paese molto suggestivo non solo per la posizione geografica ma anche perche e' qui che le ceneri di Gandhi furono conservate per qualche tempo per poi essere gettate nel mare, e' questo il paese dove il famoso monaco errante indiano Vivekananda ha vissuto e meditato per qualche tempo.
a lui e'dedicato un monumento commemorativo su un isola a qualche centinaia di metri dalla costa.
inoltre c'e'un tempio molto bello dedicato alla dea Kumari dove per entrare oltre che le scarpe agli uomini e'richiesto di togliersi anche la camicia, usanza insolita questa.
per tutte queste ragioni i pellegrini e i turisti indiani che arrivano fino a qui sono tantissimi ed e'pieno di lodge fin troppo spartani e ristorantini pure veg, dove si mangia benissimo.
ho fatto l'errore di prendere una stanza troppo vicino all'ingresso del tempio e questa mattina alle quattro emmezza (!!) sono stato svegliato da una lagna formato mantra religiosi ma che a me sembravano dei veri e propri lamenti.
il volume era pure altissimo, le casse erano tipo quelle del leoncavallo. emormi impolverate e mezze scassate. tutto questo fuori dal tempio mentre la gente continuava ad andare e venire e le donne preparavano abilmente le collane con i gelsomini freschi da portare in offerta alla dea.
prima di arrivare qui sono stato una settimana a Varkala beach, in Kerala.
sono stati dei giorni piacevoli e rilassanti dove mi sono preso una vera e propria vacanza dal mio viaggio e ho conosciuto parecchia gente.
per andare in spiaggia a Varkala bisogna fare dei ripidi gradini che scendono dal cliff sul quale c'e'una striscia ininterrotta di guesthouse e localini di quelli con i cuscini per terra e musica chill out sottofondo.
e'il primo posto molto turistico in cui mi sono fermato ma per fortuna la gente che ci arriva e'ancora della categoria zaino in spalla, niente viaggi organizzati o comitive di americani con i pantaloni corti e le calze al ginocchio.
cio' da a questo posto un' aria leggermente easy ma quanto basta.
mi sono concesso un massaggio ayurvedico con degli oli alle erbe ed e'stata un' esperienza veramente unica. non potevo uscire dal Kerala dove questa antichissima medicina ha avuto origine senza provarlo.
due persone molto divertenti e con cui ho passato dei bei momenti. tante risate con il loro strano accento inglese e ho pure insegnato a Saja frasi in italiano per accalappiare i turisti (ma lui puntava piu' alle turiste) del tipo : 'hei bella vieni nel mio negozio che c' ho la musica giusta'...ma anche altre irripetibili.
all'ora del tramonto il sole che si tuffava nel mare dava all'ambiente dei colori suggestivi e la scogliera si accendeva di un rosso fuoco. dei tramonti bellissimi.
un bel posticino, peccato esserci stato dassolo, avrei preferito essere con qualcuno che conosco per condividere i bei giorni che ho passato.
vabbe'..ma non e'detto che non ci ritornero' prima o poi.
venerdì 3 ottobre 2008
Allepey
tornando da Munnar mi sono fermato un giorno a Kottayam per prendere la mattina successiva la barca pubblica fino ad Allepey e dare cosi'una prima occhiata alle acque interne.
la barca c'ha messo tre ore per fare poco piu'di venti chilometri e per tutto il viaggio sono stato assillato da un regazzino che mi tempestava di domande, anche simpatico oddio, pero'non la finiva piu'e io che volevo godermi anche il paesaggio non sapevo piu'come dirglielo.
alla fine si e'addormentato su una panca di legno nonostante il casino della barca.
ad Allepey mi sono messo d'accordo con un barcaiolo per una gita di tre ore sulla sua canoa a remi in modo da attraversare anche i canali piu' stretti e in tranquillita'.
le bacwaters, come suggerisce il nome, sono un sistema di lagune interne collegate da una fittissima rete di canali con degli appezzamenti di terra bonificati
circondati da un paesaggio tropicale di piante di banane e di cocco e risaie.
passandoci attraverso con la barca, lunga e stretta, si puo'vedere la vita rurale e un po'fuori dal mondo che conduce ancora la gente che qui vi abita.
ogni casetta ha i suoi tre gradini che scendono al canale dove le donne lavano i vestiti e i piatti e fuori ogni casa c'e'una barca, l'unico mezzo possibile per spostarsi.
sui pali qualche cormorano, piu'nascosti i martin pescatori e nell'acqua verdastra tante ninfee e il piu'infestante giacinto d'acqua che si moltiplica a dismisura fino a otturare i canali piu' piccoli.
i bambini vanno a scuola in barca ed e'molto strano vedere una chiesa o una moschea nel mezzo del nulla, su un pezzo di terra in mezzo all'acqua.
le persone che vivono qui fanno i pescatori o coltivano il riso, oppure intrecciano la fibra di cocco per fare le corde o dei tessuti piuttosto grezzi ma molto resistenti.
ho trovato che questo posto assomigliasse parecchio al Tonle sap il grande lago che durante i monsoni forma una pianura alluvionale in Cambogia.
l'avevo attraversato per andare da Battambang a Siem reap.
anche li il filo conduttore dell'esistenza di parecchia gente che e'nata in un posto cosi'ostile ma anche cosi' bello e unico e' la vita e la morte sull'acqua.